L’Urbe tra reale e immaginario, Cinema e romanità

Modena

In occasione delle celebrazioni di Mutina Splendidissima, Associazione Circuito Cinema organizza alla Sala Truffaut una rassegna di film collegati ai temi della romanità.

Il secondo appuntamento è dedicato al film "Fellini Satyricon" di Federico Fellini

L’eredità di Roma antica è una matrice culturale costante nella storia europea. In Italia, in particolare, la grandezza e la cultura del passato romano sono state spesso invocate come legittimazione dell’identità nazionale. Fin dalla metà dell’ Ottocento, durante il Risorgimento, questo interesse è diventato un elemento centrale nella volontà di creazione di uno stato italiano unitario, incorporando ideali quali fierezza, unità, grandezza, forza. Il cinema si è adeguato fin dalle origini.

Il caso di Cabiria (1912), il kolossal di Giovanni Patrone sulle guerre puniche, è l’esempio più eclatante, e contribuì a diffondere il mito della romanità anche nel resto del mondo. Con l’avvento del fascismo, il mito di Roma antica divenne ufficiale. La vita pubblica fu “romanizzata” dal regime (il Natale di Roma, il saluto e il passo romani). Rinnovata estetica romana e crescente interesse per i resti dell’antichità romana, restaurati, riportati alla luce e “liberati” dalle costruzioni circostanti, si univano all’esaltazione delle qualità “romane” fascistizzate: disciplina, virtù, forza. Roma antica divenne la gloriosa scena della vita pubblica fascista, creata da archeologi, storici, classicisti e architetti, che lavorarono insieme al culto dell’antichità nella cosiddetta “Terza Roma”.

Un ottimo documentario per capire questo clima è il film L’uomo che non cambiò la Storia, che racconta della visita alle antichità romane fatta da Mussolini e Hitler nel 1938 accompagnati da un “cicerone” d’eccezione: Ranuccio Bianchi Bandinelli, insigne archeologo.

Negli anni del dopoguerra si cominciò ovviamente a ironizzare su questa pretesa imperiale romana. Il vertice a livello cinematografico di questa demistificazione della romanità fu sicuramente il capolavoro felliniano Fellini Satyricon del 1969, una rilettura di Petronio Arbitro all’insegna della trasgressione.

Programma completo:

Ven 27 ottobre, ore 21,15 > L’UOMO CHE NON CAMBIO’ LA STORIA (Italia 2016) di Enrico Caria  76’

Nel 1938 il grande archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli fece da cicerone per Mussolini e Hitler in visita estasiata alle rovine dell’antica Roma e ai capolavori dell’Urbe. Un docu-thriller  attorno all’attentato immaginato dal professore ai danni dei due dittatori, con rari materiali d’archivio.

 

Ven 10 novembre, ore 21,15 >  FELLINI SATYRICON (Italia 1969) di Federico Fellini  128’

Nella Roma imperiale, Encolpio e Ascilto vivono di espedienti passando di avventura in avventura, dalla cena del volgare Trimalcione ai salotti intellettuali, dal Minotauro all’Ermafrodito. Un rilettura di Petronio Arbitro all’insegna della trasgressione , una esaltazione dell’estro figurativo del regista che ricrea una Roma antica sospesa tra Eros e Thanatos.

 

Mer 13 dicembre, ore 21,15 > CABIRIA (versione sonorizzata) (Italia 1914/1931) di Giovanni  Pastrone   135’

Le avventure e disavventure di Cabiria durante le guerre puniche. Progettato sull’entusiasmo delle prime vittorie imperialiste (Libia 1911), portatore di una serie di valori storico-nazionalistici, poggiato su un’idea di antichità più immaginaria che reale, il film è pensato come un grande sistema di attrazioni visive, che sfrutta una serie di trovate tecniche e artistiche innovative.


Associazione Circuito Cinema - Sala Truffaut

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